mercoledì 10 novembre 2010

Perché la rosa non ha un perché


Oggi mi sono capitate sotto gli occhi alcune parole scritte da Enzo Bianchi in occasione dell'ultima edizione di Torino Spiritualità. Che belle che sono:
Apparentemente non c'è spiegazione alla logica del gratuito, proprio come ci ricorda l'aforisma del poeta mistico Angelo Silesius: "La rosa è senza perché". I fiori, segno gratuito posto in mezzo all'efficienza, sono al di là dell'utile e dell'inutile: essi sono e tanto basta per rallegrare l'esistenza.

Fanno pensare queste parole, anche rimanendo al di qua degli interrogativi metafisici che pure destano. Perché il gratuito, nella sua illogicità, si rinnova e si alimenta anche in questa nostra società, in questi tempi che sembrano votati solo all'interesse del mercato.

Aveva ragione, ce l'ha ancora, Oscar Wilde: Oggi si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.

Però, ecco, mai dimenticarci che in tutto questo oltre al mercato c'è anche il dono. C'è anche dove non si spinge lo sguardo o dove semplicemente è facile distrarsi. C'è perfino qui, nella grande Rete, metafora e condizione della modernità, c'è nell'esplosione di queste tecnologie dell'informazione che sembrano solo appannaggio delle multinazionali, tranne poi accorgersi che anche un blog può rispondere all'idea del dono. 

Illogicamente, certo. Senza ragione come senza ragione è l'esistenza di una rosa.

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