venerdì 12 novembre 2010

Il teologo e il suo compagno di viaggio

Lo diceva Norberto Bobbio, grande filosofo laico del nostro Novecento e amava ripeterlo un religioso della statura del cardinale Carlo Maria Martini:

La vera differenza non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa

Un libro come Disputa su Dio e dintorni si rivolge a tutti coloro che vogliono pensare. A quanti sanno che pensando e ragionando insieme sui nostri pensieri non si può che migliorare noi stessi e il mondo che stiamo abitando. Senza verità da imporre, senza appartenenze da rivendicare. Con la consapevolezza che solo la libertà fa bene alla verità.
E quanti ponti uniscono il teologo Vito Mancuso all'intellettuale - che mi piacerebbe definire illuminista - Corrado Augias. Nel caso, il teologo parla a nome di entrambi:  

Forse mi sbaglio, ma comincio a intuire che in questa nostra disputa su Dio noi ci divideremo soprattutto sull’uomo, perché in fondo la questione dell’esistenza e della natura di Dio si traduce nella questione della natura e del destino dell’uomo 

Dividersi per ritrovarsi, sempre. Per riconoscersi. Ed è proprio vero, non abbiamo bisogno di verità da imporre. Non ne abbiamo bisogno, per dare un senso al nostro cammino. 

Piuttosto abbiamo bisogno di compagni di viaggio. Abbiamo bisogno di parole che scavino. Come queste.


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