lunedì 13 settembre 2010

Azar e quella libertà che scorre nelle vene

Leggevo sotto le coperte, con la borsa dell'acqua calda. A pancia in sotto. Abbracciavo i libri, mi ci scaldavo

Poi c'è chi dice che sono solo libri. Che magari sono un buon modo di ammazzare il tempo, di farlo in modo perfino elegante, però insomma, c'è ben altro nella vita. Se ne può prescindere, no? Anche per arredare il salotto ormai funzionano meno.

A chi così dice vorrei trasmettere tutta l'emozione che a mia volta è riuscita a trasmettere la bella intervista di Giovanna Zucconi a Azar Nafisi, pubblicata da Tuttolibri con un titolo che già la dice molto lunga:  I libri? Sono la libertà che corre nelle vene

Azar Nafisi forse non è un nome conosciutissimo in Italia, ma per quanto mi riguarda è lei che mi ha regalato una delle letture più intense e commoventi degli ultimi anni: Leggere Lolita a Teheran (Adelphi). Un libro che mi ha fatto capire più di tante altre cose che leggere può essere pratica di libertà, battaglia di dignità, possibilità di dare parola alla parte migliore di noi stessi.

Azar Nafisi è nata a Teheran, è stata la prima donna eletta nel Parlamento iraniano e ha anche insegnato all'Università prima di esserne espulsa.

Nella sua intervista a Giovanna Zucconi parte dalla scoperta, fatta insieme al babbo, della parola scritta:

Quando ero piccolissima, avevo forse tre anni, mio padre alla sera si sedeva accanto al mio letto e mi leggeva Ferdusi, il grande poeta epico iraniano di oltre mille anni fa. E' la poesia, la nostra identità

Abbiamo bisogno di voci così, pulite e coraggiose. Abbiamo bisogno di atti di amore per i libri.

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