lunedì 12 luglio 2010

Con Umberto Eco chi spera ancora nei libri

Libri consumati nelle fiamme di incendi appiccati e libri che resistono alle tempeste del grande oceano di Internet; libri censurati, proibiti, cancellati e libri che sfidano tenaci e impudenti ogni volontà di soppressione; libri trasmessi di generazione in generazione come il testimone di una staffetta e libri risucchiati dall'oblio, legge spietata ma naturale di una cultura che è fatta anche di ciò che sparisce, non solo di ciò che rimane 

 Libri, libri, libri: e con essi due innamorati di libri, Unbero Eco (a sinistra) e Jean-Claude Carrière, autori di Non sperate di liberarvi dei libri (Bompiani)

Due "bibliomani" che chiacchierano a ruota libera planando su un'inattesa varietà di argomenti. Con eleganza, con passione, con l'ottimismo di chi sa che i libri nella loro lunga vita ne hanno già sopportate di tutte, figurarsi se sarà Internet a farli fuori.

Perché il libro è come la ruota o le forbici: Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio

Lettura salutare per tutti colori che di questo sono convinti, ma cominciano a nutrire qualche timore per il futuro.

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