domenica 25 luglio 2010

Cercare il passato per sopportare il presente

Reduce da un viaggio di diversi giorni in cui ho camminato lungo il Vallo di Adriano - estremo confine dell'Impero romano - e non ho certo lesinato il mio tempo in musei dedicati all'antica Britannia, siti archeologici, rovine di terme e castelli, ho finito per infliggermi qualche domanda di troppo. Che cos'è tutto questo guardarsi indietro? Un altro tentativo di fuga da un presente che non proprio il massimo?

Così ancora una volta devo ringraziare Marguerite Yourcenar, scrittrice che quasi sempre mi ha portato in dono la pagina o la frase di cui avevo bisogno.

Sul suo libro intervista Ad occhi aperti (una lunga conversazione con Matthieu Galey, pubblicata da Bompiani) ero capitato a caccia di qualcosa sull'Imperatore Adriano, personaggio storico che come un'ombra l'ha seguita per tutta la vita. E che ovviamente intriga molto anche a me.

Su Adriano non ho trovato molto, ma questa frase valeva da sola:

Quando si ha parla dell'amore per il passato, bisogna fare attenzione: si tratta dell'amore per la vita; la vita è molto più al passato che al presente. Il presente è un momento sempre breve, anche quando la sua pienezza lo fa sembrare eterno. Quando si ama la vita, si ama il passato perché esso è il presente qual è sopravvissuto nella memoria umana.

Ecco, proprio così. Non riesco a immaginarmi il nostro presente senza il suo passato. Guardare al passato mi aiuta a stare nel presente.  Mi aiuta a sopportarlo. E come aiuta, anche questa consapevolezza.

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