giovedì 29 luglio 2010

Alla festa di compleanno di Claudia Severa

 Claudia Severa alla sua Lepidina, saluti. Ti invio un caloroso invito a venire da noi l’11 settembre, per la mia festa di compleanno, in modo da rendere il mio giorno ancora più piacevole grazie alla tua presenza. Porgi i miei saluti al tuo Ceriale. Il mio Elio saluta te e i tuoi figli.
Ti aspetto, sorella. A presto, mia cara

Che dite? Parole così potrebbe averle scritte una vostra amica? Certo che sì: questo è un invito di compleanno quale ciascuno di noi ha ricevuto o potrebbe ricevere, non importa se con un biglietto o per posta elettronica non importa. Claudia Severa per la sua cara Lepidina.

E dunque, se per una volta non parlo di un libro, ma di una manciata di parole come queste, è perché nessuno me le ha indirizzate. Le ho trovate qualche giorno fa in Inghilterra, camminando lungo il Vallo di Adriano, l'estremo confine settentrionale degli antichi romani (di qua l'Impero, di là i barbari della Scozia).


E' un posto bellissimo, il Vallo di Adriano, anche se da noi italiani ingiustamente ignorato. Pieno di possibilità di sorprese, anche.

La più bella è stata questa. In questo posto di frontiera, ai confini del mondo conosciuto, in questo posto di brughiere, tribù ostili, inverni gelidi, proprio qui sono state ritrovate le "tavolette" (writing tablets) che sono le prime testimonianze scritte nella storia della Gran Bretagna. E quell'invito a una festa di compleanno è la prima cosa scritta tra due donne nella storia di Roma (e quindi anche  nella storia della nostra Europa). La prima, ovviamente, tra quante sono arrivate sino a noi.

In queste tavolette non c'è il latino degli scrittori. E' una lingua semplice, comune, non priva di errori. Una lingua che racconta la vita di tutti i giorni: acquisti da fare, pranzi da organizzare, punizioni da evitare, raccomandazioni da richiedere (usava anche allora...).

Ma tra tutte sono le parole di Claudia Severa ad avermi destato una strana commozione. E' un po' che me le porto per me, assieme al ricordo di una donna di secoli e secoli fa finita davvero in un altro mondo, o al confine del suo mondo. Di una donna che può invitare a una festa di compleanno usando le parole di una donna di oggi.

Quell'antica romana oggi mi sembra viva, in  qualche modo. E pensare a lei è pensare, ancora una volta, allo straordinario potere delle parole. Anche quando quelle parole non finiscono in un libro.






 

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