martedì 15 giugno 2010

L'ultimo dei poeti e la sua montagna


Ma poi chi dice che tutto è finito? Niente finirà, almeno finché ci sarà un ricordo, finché ci saranno giorni in cui si proverà a ripetere una vecchia ottava o si tenterà il passo della quadriglia. Sapete, a volte basta davvero poco, un suono lontano, un ritornello nel giorno del patrono, gli odori che si alzano dalla cucina di una sagra, lo sguardo di una donna che sa di antico. Allora se conoscete la storia di Gigetto può anche sembrarvi che il tempo non sia mai scivolato via o che un qualche sortilegio sia capace di spingerlo indietro. Le possibilità dell’immaginazione fanno il resto. E allora è suo quel volto che spunta tra i tanti che si sono dati appuntamento, sua quella voce più alta, quell’ombra che si allunga.

Beh, questo è il mio ultimo libro, L'ultimo dei poeti, che esce per Sarnus nei prossimi giorni. E' la storia di Luigi Ferrari, detto Gigetto del Bicchiere, ultimo grande poeta improvvisatore della montagna toscana. E con lui la storia di una civiltà secolare cancellata dai grandi cambiamenti dei tempi moderni. Cancellata, ma non del tutto, perché ancora oggi resiste la voglia di poesia e di bellezza.

Insomma, con queste pagine ritorno alla montagna e alla poesia che racconto con Beatrice. Anche se sono già anni diversi che stanno cambiando un mondo rimasto immobile per secoli. Un mondo in cui irrompe il turismo, dove le carrozze sono progressivamente sostituite dal treno e dalla corriera, dove si inizia addirittura a sciare...

Ne potremo parlare insieme sabato 3 luglio, in un'intera giornata che la Montagna pistoiese dedicherà a Gigetto del Bicchiere e ai suoi canti, con appuntamenti all'Abetone, al Bicchiere, a Cutigliano e a Ponte Sestaione.

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