lunedì 3 maggio 2010

Lo Yemen dell'altro signor Manzoni


Dici Manzoni ed è ovvio, pensi subito all'autore dei Promessi Sposi. E invece c'è stato anche un altro Manzoni, nipote del primo, una vita che più diversa non si potrebbe, un solo libro (almeno credo) che di lui ci è rimasto, un libro di viaggi, un libro che ci porta nello Yemen della seconda metà dell'Ottocento, in un Oriente che è allo stesso tempo autentico e mitico, comunque perduto.

Renzo Manzoni, così si chiamava, era un uomo con i cromosomi del viaggiatore anche negli anni in cui, da giovanissimo, viaggiò poco o nulla. In ogni caso, usò tenacemente la libreria del nonno e poi del padre come un passaporto per il mondo.

Scrisse:

Cogli anni era in me aumentato quel vivissimo desiderio di viaggiare, che ho sempre nutrito fin dalla mia prima età. Mio padre aveva una ricca biblioteca di viaggi: da bambino erano le illustrazioni dei volumi paterni che parlavano alla mia mobilissima e irrequieta fantasia, poiché in quel tempo non potevo ancora comprenderne e neppure decifrarne il testo. Arrivato poi all’età, nella quale il leggere m’era diventato facile e il capire non troppo difficile, d’allora in poi altro non ho bramato che poter visitare que’ paesi, di cui letto aveva le descrizioni pittoresche, piene di lusinghiere attrattive.

Fu tra i primi italiani a finire in Yemen, ad amare e a conoscere questo paese. Da buon lombardo covò anche l'idea di promuovere una sorta di import-export con l'Italia. Ma la cosa che di lui è più rimasta è proprio questo libro, El Yemen. Un viaggio a Sana'a (edizioni Edt). Forse non sarà facilissimo trovarlo, ma ve lo consiglio.

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