lunedì 26 aprile 2010

Amos Oz e l'umorismo contro i fanatici


Lo so, ho un debole per Amos Oz e quindi mi è fin troppo facile far scialo di aggettivi, ma vi assicuro, Contro il fanatismo, è un piccolo grande libro, poche decine di pagine (da leggere di un fiato) che rimangono a lungo.

Tra ricordi di vita e digressioni letterarie, questa è una straordinaria riflessione sul fanatismo, inteso, nella sua essenza, come smania di voler cambiare l'altro, cioé in effetti di annullare l'altro.

Con in più il suggerimento di alcune buone "medicine" utili a debellare un virus che è dentro ognuno di noi: e allora aiutiamoci con la capacità di guardarci con gli occhi degli altri - sarei potuto essere uno dei miei nemici - aiutiamoci con i buoni libri e l'umorismo - in vita mia non ho ancora visto un fanatico dotato di senso dell'umorismo - aiutiamoci con l'arte del compromesso, che non è detto sia necessariamente un'operazione di bassa lega: perché la pace non è un'altisonante dichiarazione di amore, la pace può essere incontrarsi con l'altro a metà strada.

E anche di questo sono sicuro: così come non riesco a immaginarmi un fanatico dotato di umorismo (ci può essere un fanatico che ride, ma di una risata che mette i brividi), provo una sana paura per il duro e puro incapace di compromesso.

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