venerdì 31 luglio 2009

Inseguendo le città degli scrittori

Quali sono le città raccontate dagli scrittori? A cosa corrispondono le strade, le piazza, i palazzi, i locali, le atmosfere che emergono dalle pagine dei libri, con una pretesa di autenticità? Le parole sono ponti tra la realtà e la finzione o sono irrimediabilmente condannate a segnare una distanza? E per dire, Praga è davvero la Praga di Kafka? Domande che non puoi non porti leggendo il bellissimo viaggio attravero la Tokio del grande Murakami che ci regala Bookowski, il blog di libri di Dario Olivero su Repubblica.it. Ed è proprio così che comincia il viaggio:

Forse semplicemente non esiste, non a Tokyo. O forse non in questa dimensione. Abituati a tutto, anche ai viaggi cosiddetti letterari, cerchiamo atmosfere e ispirazione dove altri l’hanno trovata prima di noi. Visitiamo la Praga di Kafka, la Londra di Dickens, la New York di Capote, la Parigi di Sartre. Ci sono viaggi organizzati per questo genere di cose. L’ultimo nato è la Stoccolma di Stieg Larsson. Città che prima aveva poco da offrire se non gli spazi troppo o troppo poco illuminati e respingenti di Bergman, ora diventa location a ore e a tariffa dei luoghi da cui il giornalista Mikael Blomkvist ha conquistato milioni di lettori. Ma Tokyo è un’altra cosa. Haruki Murakami è un’altra cosa.

Per leggerlo tutto:
http://olivero.blogautore.repubblica.it

giovedì 30 luglio 2009

Pedalando per costruirsi una casa di parole


Può succedere che non rimanga nient'altro che la strada ma che proprio sulla strada si trovi il senso per andare avanti; può succedere che andando avanti, magari a colpi di pedale, il futuro si riempia di parole: le parole, anzi, possono diventare casa capace di accogliere una nuova vita.
E' la storia in cui mi sono imbattutto oggi. La storia di un ragazzo che ha perso la casa ed è finito sulla strada. In ogni naufragio però c'è un relitto a cui attaccarsi per non annegare. Lui si è attaccato alle parole e alle ruote di una bicicletta. Con le parole ha costruito un diario che poi è diventato un blog. Con le due ruote un lungo itinerario di ben 25 mila chilometri e quattro anni in giro per il mondo.
Tutto questo è diventato un libro. L'autore si chiama Stefano Bruccoleri, il libro si intitola "Via della casa comunale n. 1" ed è pubblicato da Fuori Binario Libri. Questa storia, insieme a un video di You Tube, la trovate su Panorama libri on line
Questo l'indirizzo:

http://blog.panorama.it/libri/2009/06/30/un-autore-senza-fissa-dimora-una-bicicletta-un-blog-un-libro/#condividi



foto condivisa da Ro_bu [I'm not there]

mercoledì 29 luglio 2009

Internet muove la Cina

Da Internazionale un bell'articolo su come la Rete può smuovere anche un paese come la Cina, aprendo crepe inimmaginabili e portando in dono la sorpresa di opinioni perfino diverse... Non solo messaggini, su Internet, ma anche i semi di una nuova società civile...

Internet muove la Cina

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lunedì 27 luglio 2009

Non vi libererete dei libri

More about Non sperate di liberarvi dei libriIl libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare niente di meglio

Consigliato a tutti coloro che non hanno perso il vizio di immergersi nel mare magnum della lettura, agli esploratori più o meno intrepidi di ogni tipo e genere di letteratura, ai viaggiatori che girano tutto il mondo tra gli scaffali di una libreria, ai turisti per caso catturati da una copertina o da un titolo, ai contrabbandieri di quella droga che è la parola scritta.... Se disperate del futuro del libro, se pensate che in futuro si leggerà sempre meno e solo da uno schermo o da un cellulare, se tremate all'idea che Internet soppianti i bibliomani piuttosto che orientarli a tracciare i loro itinerari, questo è il libro che fa per voi. Il titolo è già un programma, il resto lo fatto i due uomini, Umberto Eco e Jean-Claude Carrière, che conversano e ci fanno dono delle loro predilezioni e idiosincrasie: "Non sperate di liberarvi dei libri"

sabato 25 luglio 2009

I giornali del sabato

Non si tratta di libri, ma il sabato - soprattutto un sabato arroventato come questo - abbiamo più tempo di leggere i giornali (i quali, da parte loro, ci vengono fin troppo incontro con supplementi e allegati, ma questo è un altro discorso). Tra quanto mi è capitato sotto gli occhi questa mattina vi suggerirei:
  • E' verde la mitica Route 66: la strada della Beat generation, di Jack Kerouac e di molte immortali canzoni (Dylan, Springsteen e dintorni) diventerà una green roadway, che si servirà di piccoli impianti solari ed eolici installati lungo il percorso (Angelo Aquaro, su Repubblica)
  • L'editore dei libri impossibili: obiettivo puntato su Nino Aragno, l'editore che punta sugli autori "inattuali" e dal mercato improbabile. A domanda "Non soffre se vende poco?" risponde: "Niente affatto. Il compito che mi sono dato è, tra le altre cose, di scovare quei libri inattuali". Auguri (Paolo Mauri, paginone centrale di Repubblica)
  • Povera Paestum: sconsolate riflessioni sulle condizioni in cui versa uno dei più straordinari complessi archeologici del Mediterraneo. Sottotitolo eloquente: "L'offesa infinita alla Magna Grecia". Che tristezza, però (Gillo Dorfles sul Corriere della Sera)
  • Cementificate, cementificate: mi sa tanto che se si va avanti così in Italia avremo poco panorami di cui godere alzando lo sguardo dai nostri libri. Sul Corrierone una pagina intera sul dossier 2009 della Società Geografica Italiana. Basta il titolo: "Se l'Italia diventa un'area metropolitana. Superfici agricole ridotte di 190 Km quadrati all'anno. Né campagna, nè città, i segni di un'erosione quotidiana" (Antonio Castaldo su Corriere della Sera)
  • Quando un presidente sa scusarsi: lo ritrovate su tutti i giornali, bello soprattutto il pezzo sulla Stampa. Obama aveva duramente accusato un poliziotto, ci ha ripensato, ha capito di aver passato il limite, ha fatto le sue scuse pubblicamente, davanti a tutta la stampa americana, sbigottita (non deve essere frequente nemmeno negli States). Meditiamo, meditiamo, sui politici che sanno scusarsi.
Al prossimo sabato

mercoledì 22 luglio 2009

Il divano del Nord

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Sarà che sono reduce da vacanze nel Salento e che inseguendo i miei "altrove" mi viene naturale compensare i mari del Sud con quelli del Nord. Ma quest'estate almeno per quanto riguarda libri è il Grande Nord che mi sta catturando.
Tra i tanti, vi suggerisco "Il divano del nord. Viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli (Feltrinelli Traveller).
Più che il racconto di un viaggio questo è davvero un libro sul richiamo del Grande Nord che diventa più volte meta, incanto, scoperta. Dalla Lapponia a Copenaghen, dall'isola di Bornholm a Oslo. Libro originale, erratico, denso di curiosità, che a volte c'entrano e non c'entrano, vedi i due capitoli sui premi Nobel, ma che intrigano comunque.
Peccato per lo stile a volte troppo carico, enfatico: e il Nord a me richiama un'idea di semplicità, anche nella scrittura. Ma insomma, chi scrive è un italianissimo giornalista, glielo possiamo perdonare.

martedì 21 luglio 2009

Il mondo visto dal sellino

More about Piccolo trattato di ciclosofia
"Così, quando vedrete passare un ciclista trasognato, non fidatevi del suo aspetto inoffensivo e bonario: sta preparando la conquista del mondo".

Queste parole le potete catturare alla fine del "Piccolo trattato di ciclosofia", piacevolissimo librino di Didier Tronchet. E sì, lo so, a leggerlo è un po' il solito francese sputasentenze. Però quante buone idee, che ci porta in dono.
E insomma, sarà utopia, ma come dicono i saggi l'utopia serve a indicare la direzione di un cammino e forse non ci sarebbe un passo in avanti senza le distanze di chi si spinge troppo avanti.
Da sempre sono convinto che la bicicletta sia non solo un gradevolissimo simbolo, ma anche una possibilità concreta per cambiare la nostra vita e la vita delle nostre città. Questo libro mi dà una mano a crederci un poco di più, al di là di tutta la retorica sulla bellezza delle due ruote.
A partire da qualche battaglia semantica che è utile e opportuno ingaggiare, perchè il cambiamento è prima di tutto un cambiamento del linguaggio e dei suoi significati.
Tronchet non si risparmia in questo: "Smascheriamo quest'altro slittamento semantico - afferma per esempio - 'Andare in bicicletta in città è pericoloso'. Niente affatto! E' usare la macchina che è pericoloso per le biciclette".
Poi lui va persino oltre: non è che sono nervoso perché ci sono ingorghi, dice, ma ci sono ingorghi perchè sono nervoso.
E arrivare sin qui è davvero una bella sfida. Per provarci, cominciamo almeno a pedalare in queste pagine.

Abruzzo, libri per ricominciare

Italia Gualtieri, dall'Abruzzo, mi segnala un bellissimo festival della letteratura e illustrazione per ragazzi che si tiene in questi giorni all'Aquila. Pure lei sarà presente, il 28, con uno spazio sulle tradizioni popolari. Anche così una terra può rinascere, grazie alla bellezza dei libri.

Info su www.minimondi.com

domenica 19 luglio 2009

Nel Sud sulle orme di Annibale

More about Annibale

Ritorno oggi da due settimane di viaggio in Puglia, in particolare nel sorprendente Salento. Come al solito anche in viaggio ho alimentato il mio bisogno di "altrove" cercando questo "altrove" tra i libri. Uno di essi, in particolare, mi ha sorpreso e catturato: "Annibale. Un viaggio", di Paolo Rumiz. Non una biografia, appunto, ma il viaggio di un viaggiatore di oggi che vuole guardare anche nella profondità dei tempi che costruiscono i luoghi. Quante domande, quante curiosità. Sapevate che la battaglia di Canne forse non è mai stata combattuta a Canne (si è deciso così, frettolosamente, sotto il fascismo)? Che la questione meridionale comincia forse ai tempi delle guerre puniche, non sotto i Borboni? Solo per dire ovviamente: perchè poi la cosa che più mi ha affascinato è vedere come ci si può fare accompagnare da un uomo - o da un mito - di più di due millenni fa, per dare più senso a un viaggio di oggi. Nell'archivio di Repubblica.it trovate il viaggio di Rumiz. Mi piacerebbe conoscere altre esperienze di viaggio nell'oggi e nell'"altrove" del tempo.

venerdì 3 luglio 2009

Caduti dal muro - in viaggio con Tito


Questo è il primo blog che apro e allora comincio così, quasi per prova, pubblicando la copertina del libro che ho scritto assieme a Tito, racconto di un viaggio che lui ha fatto chilometro dopo chilometro nei paesi dell'ex socialismo. Io l'ho accompagnato rimanendo tra il computer e la mia biblioteca: anche questo, penso, un modo di viaggiare.
Vorrei che questo blog potesse diventare una piccola isola nell'oceano della rete per accogliere molti altri libri, storie, viaggi.
Buone letture e buoni viaggi a tutti