sabato 5 dicembre 2009

A Malta con la forma del proprio vuoto




Ecco, un altro libro, scoperto quasi per caso, che mi ha dato assai più di quanto mi aspettavo, tenero e commovente senza inutili sentimentalismi, piuttosto con la forza della schiettezza. Un romanzo - La forma del vuoto di Gabriella Sessa, edizione Pendragon - tutto al femminile che anche gli uomini farebbero bene a leggere e a meditare, sul dramma di una maternità negata, sul dolore che scava fino a diventare "la sola cosa che permette alla nostra anima di diventare recipiente d'amore".

Dramma, in ogni caso, che non si ripiega su se stesso, ma diventa possibilità, battaglia, orizzonte, alla fine addirittura viaggio.

Proprio questo è un altro dei motivi di interesse di questo libro: il viaggio per porre le domande giuste e comprendere il senso del proprio cammino.
Ed è particolare lo scenario che Gabriella Sessa propone, Malta, una realtà che abbiamo giusto dietro l'angolo anche se molte volte la lasciamo ai margini della nostra attenzione.

Qui raccontata dall'interno, con occhi che non sono solo del turista, piuttosto della persona che questa isola (anzi, queste isole) le ha frequentate e amate.
Malta con le sue leggende, i suoi santuari, le sue rovine di tempi all'inizio del tempo della storia. Con i suoi enigmatici riti di fecondità. Con la sua capacità di regalare una nuova speranza, benché su una strada diversa da quella cercata e auspicata.

Perchè come quasi sempre accade i desideri trovano risposta dove non si cerca.

1 commento:

  1. Questo appena lo trovo lo compro perchè è veramente interessante e poi è sempre un dono che ci si fa a noi stessi leggendo storie di persone che hanno il coraggio di mettersi in viaggio, nel dolore verso la vita.

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