domenica 19 luglio 2009

Nel Sud sulle orme di Annibale

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Ritorno oggi da due settimane di viaggio in Puglia, in particolare nel sorprendente Salento. Come al solito anche in viaggio ho alimentato il mio bisogno di "altrove" cercando questo "altrove" tra i libri. Uno di essi, in particolare, mi ha sorpreso e catturato: "Annibale. Un viaggio", di Paolo Rumiz. Non una biografia, appunto, ma il viaggio di un viaggiatore di oggi che vuole guardare anche nella profondità dei tempi che costruiscono i luoghi. Quante domande, quante curiosità. Sapevate che la battaglia di Canne forse non è mai stata combattuta a Canne (si è deciso così, frettolosamente, sotto il fascismo)? Che la questione meridionale comincia forse ai tempi delle guerre puniche, non sotto i Borboni? Solo per dire ovviamente: perchè poi la cosa che più mi ha affascinato è vedere come ci si può fare accompagnare da un uomo - o da un mito - di più di due millenni fa, per dare più senso a un viaggio di oggi. Nell'archivio di Repubblica.it trovate il viaggio di Rumiz. Mi piacerebbe conoscere altre esperienze di viaggio nell'oggi e nell'"altrove" del tempo.

3 commenti:

  1. Caro Paolo,
    Siamo tutti figli di Annibale, cantavano gli Almamegretta anni fa. Tutti meticci, in quel viaggio infinito che mette le radici nel passato più remoto e che finirà chissà quando...
    Intanto però, molti dei viaggiatori più affamati finiranno nelle nostre galere, per la colpa suprema di non avere un foglio di carta che li definisce "citadini".
    Dal 22 al 27 al Piazzale Michelangelo ci sarà un omaggio a questi particolari viaggiatori: un gommone, fermo per sette giorni alla mercé dei turisti (altro tipo di viaggiatori ;-) con un equipaggio che digiunerà in nome dei diritti di tutti e di tutte.
    Per saperne di più www.altracitta.org/?p=8073
    Un abbraccio
    Cristiano

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  2. E' vero, cristiano,anche a me tornava in mente la canzone degli Almamegretta di qualche anno fa (a casa ho anche il disco): basterebbe guardare alla nostra storia per capire che siamo tutti meticci, volenti e nolenti, figli di braccia e di teste e di cuori che nei secoli sono arrivati nel nostro paese, così come le nostre braccia, le nostre teste e i nostri cuori sono andati in giro per il mondo, spesso e volentieri insalutati ospiti, come i migranti di oggi. Altra lezione dalla storia: il crollo dell'impero romano. Con tutte le sue legioni e i confini naturali (il Danubio e il Reno) e le difese "innaturali" non riuscirono a fermare i "barbari", che poi forse divennero "barbari" proprio grazie alla volontà di tenerli fuori. Dove crollò l'impero romano ci riusciranno i Maroni nostrani?

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  3. Ah dimenticavo, importantissima l'iniziativa a piazzale Michelangelo, a Firenze... diffondiamo la cosa, il più possibile...

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